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Filosofia & Metodo

LA TRIADE DELLA SOVRANITÀ INTERIORE

 

La mia ricerca parte da una domanda: che cosa blocca l’essere umano nella propria evoluzione personale?

 

Non mi interessa soltanto osservare ciò che una persona pensa, prova o fa, ma comprendere che cosa accade nel passaggio tra la conoscenza di sé e la possibilità concreta di trasformarsi. L’essere umano può comprendere molto di sé senza riuscire a modificare ciò che ha compreso; può riconoscere un meccanismo senza riuscire a interromperlo, dare un nome a un’esperienza senza riuscire a tradurla nella propria esistenza. È in questa distanza che colloco il problema dell’evoluzione personale.

 

Da questa ricerca nasce la Triade della Sovranità Interiore.

 

La definisco un metodo perché non rappresenta una teoria aggiuntiva, ma il modo attraverso cui organizzo il percorso di ricerca e di trasformazione. La Triade individua tre dimensioni attraverso le quali ciò che viene scoperto interiormente può diventare consapevolezza, espressione e infine realtà vissuta: Psiche, Parola, Opera.

 

PSICHE

 

La Psiche è il luogo della comprensione.

 

Prima di modificare qualcosa, occorre poterlo osservare. Questo significa entrare nella propria esperienza e riconoscere ciò che la costituisce: pensieri, emozioni, paure, desideri, schemi, contraddizioni, automatismi e significati attribuiti alla realtà.

 

Non considero la conoscenza di sé come una semplice raccolta di informazioni sulla propria personalità. Comprendere la propria psiche significa individuare i processi attraverso cui diventiamo ciò che siamo e riconoscere ciò che, dentro di noi, agisce prima ancora che intervenga una scelta consapevole.

 

La Psiche rappresenta quindi il momento in cui ciò che era indistinto diventa osservabile e ciò che era automatico può iniziare a essere interrogato.

 

In questa dimensione si collocano "La consigliera del re" e "Il ramo e la foglia", opere che appartengono alla ricerca sulla comprensione dell’esperienza interiore.

 

PAROLA

 

La Parola nasce quando ciò che è stato compreso trova una forma.

 

Conoscere interiormente qualcosa non significa ancora saperlo esprimere. Finché un’esperienza rimane priva di linguaggio, può continuare ad agire senza essere realmente condivisa, definita o elaborata. La parola permette invece di rendere comunicabile ciò che è stato scoperto e, nel momento stesso in cui lo esprime, di sottoporlo a una nuova forma di conoscenza.

 

La Parola non è quindi soltanto comunicazione. È uno strumento di precisione: permette di distinguere, nominare, ordinare e dare forma a ciò che la Psiche ha portato alla coscienza.

 

In questa dimensione si colloca "Poestasi"  nella quale la parola diventa anche forma poetica e spazio di elaborazione.

 

OPERA

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L’Opera è il momento in cui ciò che è stato compreso e formulato entra nell’esistenza.

 

Una conoscenza che non modifica alcuna possibilità concreta rimane separata dalla vita. Per questo considero l’Opera una dimensione necessaria del processo: ciò che viene riconosciuto nella Psiche e reso dicibile attraverso la Parola deve poter trovare una forma nell’azione, nelle scelte, nei comportamenti e nel modo di abitare la propria esistenza.

 

L’Opera non coincide semplicemente con il fare. È la verifica concreta di ciò che è stato compreso. È il punto nel quale il pensiero incontra la realtà e nel quale una trasformazione può smettere di essere soltanto concepita per diventare praticabile.

 

In questa dimensione si collocano i Diari, come forma di osservazione e pratica dell’esperienza.

 

SOVRANITÀ INTERIORE

 

Psiche, Parola e Opera non costituiscono tre momenti rigidamente separati. Formano un movimento continuo: comprendere, esprimere, praticare. Ciò che viene praticato modifica ciò che comprendiamo; ciò che comprendiamo richiede nuove parole; ciò che esprimiamo può modificare il modo in cui agiamo.

 

Per questo la Triade non indica una sequenza da completare una volta per tutte, ma un processo che può essere attraversato più volte e a livelli sempre differenti.

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Chiamo Sovranità Interiore la condizione verso cui questo processo tende: non il controllo assoluto di sé, né l’assenza di condizionamenti, ma la progressiva possibilità di riconoscere ciò che ci costituisce, dare forma consapevole a ciò che abbiamo compreso e assumere una posizione attiva nei confronti della propria esistenza.

 

La domanda da cui parte la ricerca rimane quindi aperta: che cosa impedisce all’essere umano di evolvere?

 

La Triade rappresenta il metodo attraverso cui questa domanda viene studiata: attraverso la Psiche, per comprendere; attraverso la Parola, per esprimere; attraverso l’Opera, per trasformare ciò che è stato compreso in esperienza.

 

-Jugerta Lazri

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